Non voglio conoscere nessuno

(foto di Daria Obymaha )

Se avessi un euro per ogni volta in cui mi hanno detto “Dovresti conoscere persone nuove!” a quest’ora sarei in vacanza ad Ibiza su uno yacht di 136 metri a sorseggiare vino da 78€ a bottiglia. I miei amici raccontano una storia non vera perché io esco ed esco anche parecchio. Ho iniziato ad interrogarmi su altri fattori però, tipo i posti che frequento. Per lo più, bar di provincia dimenticati da Dio in cui galleggiano un senso di incompiutezza generale, il cinismo sfrenato e la lamentela perenne a discapito di una vita che, in fondo, così schifo non fa.

Con questa dovuta premessa mi pare difficile riuscire ad incontrare una donna interessante in questi luoghi. Non che io ne abbia molta voglia eh, per carità. I 30 anni si muovono sulla mia testa e a tratti sono una spada di Damocle, altre volte uno spirito santo che mi infonde maturità. E proprio grazie a questa ho capito che per stare con una persona è necessario prima fare ordine dentro sé stessi perché altrimenti il rischio che si corre è quello di incasinare due persone. Fare ordine significa che prima di lanciarsi anche solo in una conoscenza, devi aver capito cosa vuoi dal te stesso che sarà il 50% di questa conoscenza. Devi aver capito cosa vuoi e cosa non vuoi in questo momento storico della tua vita e soprattutto non devi rompere le palle a questa nuova persona che ti trovi di fronte. Perché probabilmente ce le avrà già rotte dalla versione precedente di te.

Io qualche mese fa, quando ho conosciuto Margherita, sapevo benissimo in che fase mi trovassi. Avevo ancora le ferite che perdevano sangue, eredità lasciata da una relazione passata che ancora aleggiava come un fantasma nella mia vita. Quando sei in quella condizione, l’ultima cosa a cui pensi è lanciarti in una nuova conoscenza. E così decidi di startene per i fatti tuoi, la vita di coppia non è una tua priorità e preferisci concentrarti su altro. Sulla tua crescita, sui tuoi hobby, su ciò che dipende esclusivamente da te e che ti fa stare bene. Chi lo ha detto che è così essenziale avere una persona accanto? Io sono sempre stato drastico nelle mie scelte sentimentali: se devo lanciarmi in un rapporto, deve valerne la pena e devo essere coinvolto al 100%. Non mi piacciono le vie di mezzo, non mi piace uscire con qualcuno solo perché non ho di meglio da fare la sera o iniziare le cose quando ne sono poco convinto. Ma oltre ad essere drastico sono anche profondamente incoerente e così in questi mesi mi è capitato di uscire con delle donne e dopo mezz’ora pensare “ma non potevo starmene a casa e giocare, chessò, a Metal Slug?”. E invece no. Sono lì, in un bar del centro, con una persona che mi sta raccontando i sogni infranti che aveva da bambina e ci separa un pezzo di legno con sopra due cocktail annacquati. E io in quel momento mi sento più fuori luogo di Bruce Harper nella nazionale del Giappone di Holly e Benji.

Ma le serate storte capitano a tutti, l’incoerenza è la madre dei 30 anni e la sveglia che imposti quando ti metti a letto suonerà tra meno di 5 ore. E sai già che all’indomani ti verrà posta la domanda: “Com’è andata ieri sera?”. E tu non sai cosa rispondere. Sono settimane che non so cosa rispondere ma continuo a camminare lungo questo percorso fatto di autolesionismo sentimentale. Prometto a me stesso di evitare situazioni come quelle, mi guardo allo specchio e mi impongo di iniziare a comportarmi da persona adulta ma poi… Poi i tuoi amici continuano a romperti le palle. E quelli che le rompono maggiormente sono quelli che sono già sposati o che hanno una relazione stabile. E’ così, è come se agli altri pesasse la tua solitudine più di quanto non pesi a te. A volte penso che ci sia una sorta di feticismo per le uscite di coppia, come se l’amicizia debba prevedere una crescita collettiva. Si fidanza uno, devono fidanzarsi tutti. E così nel giro di un anno ti ritrovi a conoscere una miriade di persone, tutti gli esseri umani di genere femminile, tutte le amiche delle fidanzate dei tuoi amici. E per fortuna i miei veri amici sono solo due quindi riesco a tenere botta abbastanza bene.

“Io sto bene da solo e in questo momento non voglio conoscere nessuna”, continui a ripetere come una filastrocca. Ma ormai non ci credi tu e non ci credono le persone che hai accanto perciò una sera accetti l’invito di una coppia di amici, compri due bottiglie di vino e vai a cena da loro. Io odio le cene di coppia. E Margherita a pelle mi stava pure sul cazzo. Ma poi… Poi il tempo passa e tu continui a ripetere quella frase in maniera ossessiva e pian piano suona più come una scusa, una sorta di armatura che indossi per paura di soffrire ancora, per l’ennesima volta. Si, possiamo stare bene con noi stessi, possiamo non avere una predisposizione alle relazioni in determinati momenti della nostra vita, ma in fondo, anche se è difficile ammetterlo, tutti speriamo di trovare quella persona che all’improvviso accenda quella miccia. Quella che ti fa rivalutare le cose, quella che ti fa vedere il mondo da una prospettiva diversa, quella che ti fa pensare che forse stavolta andrà diversamente.

Spesso nella vita sbagliamo il tempismo, come quella sera che incontrai Margherita per la prima volta e mi stava sul cazzo. L’ho rivista altre tre volte in questi mesi, sempre in compagnia di amici e sempre senza pensare minimamente di fare un passo in più verso di lei. Continuo a ripetere a me stesso e agli altri che sto bene da solo e che non voglio una persona accanto eppure penso che questo gin tonic sarebbe più buono se lo bevessi in compagnia. Non è cambiato molto, frequento ancora i bar di Caracas, ogni tanto di sera ascolto i piagnistei di una ballerina mancata e quando la riaccompagno a casa tiro un sospiro di sollievo. Però stasera, prima di ritornare a casa, ripenso ai tempi sbagliati e alle occasioni perse. E allora apro instagram, cerco il suo profilo, inizio a comporre il messaggio.

“Ciao Margherita. Ti andrebbe di andare a bere qualcosa insieme?”

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3 pensieri riguardo “Non voglio conoscere nessuno

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  1. E’ normale avere di questi sentimenti contrastanti, oggi è più difficile fidanzarsi che vincere a una lotteria. Io a 41 anni, sono ancora solo e non per mia scelta, posso solo dirti che quando si sta soli per così tanto tempo, ci si sente male, soprattutto se non hai famiglia.

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