Valerne la pena

(foto di Külli Kittus)

Nella mia comitiva c’è una coppia, Lucia e Andrea, che sta insieme da prima che li conoscessi. Sono più di 15 anni che nella mia testa loro sono un binomio indissolubile e sono cresciuto con questa idea di rapporto. Anche nel corso degli anni, quando vivevo le mie relazioni, usavo loro come termine di paragone; cercavo di capire se dall’esterno sembrassi più felice di loro, se fossi più affiatato di loro, più innamorato, più passionale. Il termine di paragone era talmente difficile da raggiungere che i miei insuccessi facevano ancora più male perché non c’è niente di peggio che trovarsi di fronte al proprio fallimento. Quando ti rendi conto che l’idea è diventata realtà soffri il doppio perché nemmeno il migliore dei pessimisti arriva preparato agli schiaffi che infligge la realtà.

A me non è mai importato molto dei rapporti degli altri ma per certi tratti della vita mi trasformo in un attento osservatore che cerca, inconsciamente, di venire a capo dei problemi tramite l’analisi di quelli degli altri. Vedere la felicità altrui mi fa riflettere sull’infelicità che sto vivendo e partono processi mentali per cercare di capire in cosa sbagli, su cosa dovrei lavorare e perché sono in questo punto di non ritorno. Sono anni che mi sono arreso all’idea di non essere Raimondo e che quindi sarebbe vana la ricerca della mia Sandra, però vorrei essere un po’ come Lucia e Andrea. Lui è cambiato tanto, ha fatto delle scelte importanti e le ha sempre rivendicate con orgoglio dicendo che ne è valsa la pena. Valere la pena. Cosa significa? Com’è sentirsi quel qualcuno per cui vale la pena fare o non fare qualcosa?

A 30 anni dovremmo aver trovato quel filo di stabilità interiore che ci permette di sapere cosa vogliamo e cosa no da una relazione. Cosa vale e cosa non vale la pena? Vale la pena aspettare? Vale la pena rischiare? Vale la pena percorrere insieme questo tortuoso cammino che si chiama vita? A 30 anni dovresti essere libero da quelle restrizioni tipiche dei 20 e dovresti lanciarti verso i bisogni più viscerali, quelli tipici delle cose importanti. Hai fatto le tue esperienze, sei cresciuto, sei caduto, ti sei rialzato e sei ripartito, nonostante tutto. Hai avuto i grilli per la testa, hai commesso e continui a commettere errori ma tutto questo, tutto il percorso che ognuno di noi segue, è figlio delle proprie idee, di ciò che vale o non vale la pena fare. Io all’anima gemella non ci credo da un po’, ma voglio trovare qualcuno che pensi che stare con me valga la pena del rischio. Perché si sa, iniziare una relazione a 30 anni e cedere ai sentimenti significa rivelarsi all’altra persona con tutte le nostre paure, le cicatrici e le nostre vulnerabilità. E se hai un passato ricco di sofferenza, non è per niente semplice. Ecco che la ricerca è più complicata, ecco che spesso rinunciamo e altrettanto spesso le persone preferiscono rinunciare a noi.

Amare è la cosa più semplice del mondo ma deve valerne la pena, deve valere ogni rischio, nervo scoperto e paura che questo comporta. Amare qualcuno è un tuffo nel vuoto che un po’ si sceglie, un po’ capita per caso ma ci vuole coraggio in entrambi i casi e il coraggio lo trovi soltanto quando pensi che senza quel tuffo, vivresti peggio e saresti meno felice. Crediamo di lottare per le cose a cui teniamo ma in realtà lo facciamo per le cose che riteniamo indispensabili e senza le quali la nostra vita sarebbe solo più grigia. E a 30 anni dovremmo inseguire quella persona che vale la pena di sporcarsi le mani per cancellare tutto il grigio che abbiamo attorno e che abbiamo accumulato negli anni.

“La Guerra dei 30 Anni” è anche su Instagram

Lascia un commento

Tecnologia WordPress.com.

Su ↑