La moda degli anni 2000

tratto dalle battaglie di Norma Cassera Mascheretti )

Dato che l’ultimo anno ha fatto schifo, è facile lasciarsi trasportare dalla nostalgia fino ai primi anni della nostra adolescenza, e magari aprire qualche vecchio album di fotografie. In quel momento, non potrete non notarlo. Una disgrazia che ci ha toccati tutti, e che solo dopo 15 anni di fermentazione emotiva ho qui il coraggio di esporre. Una denuncia che mi sento di portare avanti con il vessillo di tutta la mia generazione in mano. Una tragedia mai del tutto metabolizzata: la moda dei primi 2000.

I fashion designer, o come si diceva all’epoca, gli stilisti, dal 1999 al 2005 si erano messi d’accordo per umiliare tutti i figli degli anni ’90. O per lo meno me, che al tempo sembravo un arancino con i piedi e addobbata di jeans a vita bassa e top con schiena scoperta facevo male come un pugno sul naso. Ma cerchiamo un capro espiatorio, perché sono figlia di Maria (De Filippi) e ho bisogno di puntare il dito. Chi ci ha condannati a questa estetica denigrante? Come spesso accade, è tutta colpa delle celebrity. E se oggi i completini in denim matchy matchy di Justin e Britney ci sembrano una perversa degenerazione del già problematico stile country, il cappellino di Lene Marlin ci pare rubato ad un pescatore dell’East Sussex e le meshes frisè di Xtina sono la prova tangibile della natura mefistofelica del genere umano, nel 2002, anno dei miei tragici 13 anni, mi sembravano fashion statement imprescindibili per la mia acneica personalità da provinciale in divenire. Se la fashion police chiama, io rispondo.

E quindi, pancia nuda a gennaio con t-shirt lunghe appena sotto l’ombelico, ma comunque con l’orlo a chilometri di distanza dall’inizio dei pantaloni, e la mutanda – colorata – a fare capolino. Pantaloni preferibilmente cargo con cavallo basso, da uomo, comprati in un mercatino di abbigliamento militare. ‘Na cosetta elegante affinché il mondo sapesse che non ero solo trendy, ma anche alternativa. A questa radiografia di stile, demoralizzante per chiunque in possesso di bulbi oculari, faceva corollario una serie di accessori irrinunciabili: lucidalabbra trasparente ma glitterato, possibilmente composizione 100% petrolio, borsetta da portare sotto l’ascella e profumo alla ciliegia/vaniglia/cocco by Bon Bons Malizia, il cui ingrediente principale era molto probabilmente il diabete di tipo 2.


Ma vogliamo aggiungere una nota di ribellione a questo outfit pazzesco? Qualcosa che solo Avril Lavigne avrebbe potuto osare? Certo che sì. La cintura preferita dell’epoca: una corda (sì, una corda) fermata in vita da una cinghia di metallo a scorrimento, su cui campava la scritta Fucking Criminal. Replicata in tutti i colori, per tutte le zarre che ero.

I decenni passano, la vergogna resta. Ma questo documento di denunzia è fondamentale perché in futuro, alla comparsa del primo stiletto con punta smisurata, della prima coppola rosa, del primo gilet di jeans, ci si alzi in piedi per un collettivo “Je refuse!”. Affinché la storia non si ripeta.

“La Guerra dei 30 Anni” è anche su Instagram

Un pensiero riguardo “La moda degli anni 2000

Aggiungi il tuo

Scrivi una risposta a Giulia Cancella risposta

Tecnologia WordPress.com.

Su ↑