Come stai? Scusa se ti ho scritto poco quest’anno, ma sai, dopo il libro, avevo la penna un po’ scarica e preferisco scriverti solo quando ho qualcosa da dirti. Hai presente quella fitta allo stomaco? Quella voglia di scappare, senza sapere bene dove? Funziona così. E poi lo sai, scrivere mi viene bene soprattutto quando le cose non vanno un granchè.
Mi sei venuta in mente riascoltando una canzone, una di quelle che ti avevo inviato nel corso del tempo. Com’è stato questo 2023? So che non ti piace farne, ma i bilanci sono il pane quotidiano, soprattutto alla nostra età. È strano scrivere una lettera al giorno d’oggi, principalmente perché la risposta possiamo solo immaginarla. E allora tu come stai? Facciamo un gioco? Provo ad indovinare questo tuo anno, come se fosse un wrapped di Spotify.
Cominciamo dal tallone d’Achille: il tuo cuore come sta? Fammi indovinare, ci sei cascata di nuovo ed hai pensato che fosse la persona giusta. Siete usciti, sembrava che tutti i pezzi del puzzle combaciassero e poi invece… non dirmi che hai inventato le solite scuse, che hai messo tutta te stessa in quel rapporto prima di renderti conto della storia più vecchia del mondo. Perché la realtà è sempre quella, che non gli piaci abbastanza. Non fartene una colpa, nessuno di noi impara. Mai. Stiamo bene da soli, aspiriamo al meglio e quando lo troviamo, ci rendiamo conto che non siamo il meglio per quella persona. Manca sempre quel tassello finale, ma fondamentale, che ci impedisce di portare a termine l’opera.
Un film già visto tante di quelle volte che ci spinge a prendercela con noi stessi, perché poi questa infelicitá non ce la meritiamo. Soprattutto quando proviamo a lanciare il cuore oltre l’ostacolo, quando frulliamo tutto ciò che abbiamo: sentimenti, tempo, attenzioni, impegno e costanza. Invece ci ritroviamo sempre con una bottiglia di vino, la centesima replica della commedia preferita e nuove ferite da leccare. Da soli. Non impariamo mai, eh? Non fartene una colpa. Non incolparti se ci hai creduto, se hai voluto crederci a tutti i costi, se hai provato a farla andare nel modo giusto. Purtroppo non basta, perché più passa il tempo e più è necessario un allineamento dei pianeti per far funzionare le cose.
Non fartene una colpa se ci hai provato. Sai, in tanti dicono che i fallimenti andrebbero cancellati e superati. Io credo che si debbano immagazzinare ed andare avanti. Perché adesso hai ancora la testa altrove e non vuoi sentir parlare di nessuno, ma poi ciclicamente ci ricaschiamo, tutti. E forse è giusto così, perché fa parte di noi. La ricerca di quella persona che aggiunga qualcosa alla nostra vita mentre ci barcameniamo per far funzionare tutto il resto. Credo sia inevitabile e lo è anche inciampare in una nuova delusione. Non possiamo scegliere la persona di cui innamorarci o con cui semplicemente ci sentiamo a casa. È come una partita a carte, perché a volte semplicemente va’ come deve andare, e tu non puoi farci niente. Non è sufficiente crederci, sperarci, impegnarsi. E lo so, quelle sono le storie peggiori, quelle che ti lasciamo l’amaro in bocca perché non puoi farci nulla se non prendere atto dell’ennesimo fallimento. Non rassegnarti però. Credici, credici sempre. Perché non è detto che tu possa trovare quella persona per la quale vale la pena, ma hai il diritto di provarci.
Lo devi a te stessa, alla tua felicità, ai tuoi sentimenti che aspettano solo la persona giusta in grado di coltivarli. Non gettare la spugna, non arrenderti. Lo devi a te stessa. Quando ci rivediamo? Ho un sacco di cose da raccontarti. Ho ricaricato la penna e sono pronto a parlarti di tante cose nuove. Ci risentiamo prestissimo, ok? Tieni duro. Lo devi a te stessa.
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