Bagnasciuga

Viviamo di illusioni. Io, ad esempio, mi illudo che andare al mare dopo il lavoro mi possa restituire un senso di gioventù che ormai alberga raramente nella mia vita. Dieci euro di benzina, vento in poppa e si scivola in motorino lungo la litoranea, come facevo quando avevo 17 anni. È il bello delle fotografie: cristallizzano un momento rendendolo eterno, a discapito di un modo circostante che corre velocissimo. Un’altra estate è entrata a gamba tesa nella mia vita ed io accumulo delusioni allungando a dismisura la mia lista di punti interrogativi.

Ogni essere umano reagisce a suo modo alle delusioni. Io sono quel tipo di persona che alcune sere si mette seduto e conta una dopo l’altra tutte le cicatrici che ha collezionato. Dai piccoli taglietti alle ferite più profonde. Dal supermercato in cui non trovo più le San Carlo al lime e pepe rosa, ad un amore sfumato troppo in fretta. Dalla bolletta della luce alle strade parallele che percorriamo io ed il mio amico di infanzia che non vedo da troppi anni. C’è chi afferma che il mare curi tutte le ferite. Io penso che se metti il sale su una ferita, quella brucia ancora di più e ti viene voglia di spaccare il mondo in quattro a causa del dolore. Questo è il motivo per cui il mare e l’estate mi incutono così tanta malinconia; perché in estate riaffiorano i momenti più belli ma anche quelli più tristi della nostra vita. L’estate è come un bagnasciuga, è la terra di mezzo tra due realtà totalmente opposte. Ed io sono sempre lì, in bilico tra un tuffo olimpionico in mezzo alla bufera ed una comoda seduta nei pressi del bar che si affaccia sulla spiaggia. Sono lì, in mezzo, costantemente in balia delle ipotesi non realizzate.

Stendo il telo sulla sabbia e corro lanciandomi in acqua, nella speranza che i miei pensieri si depositano accanto alle conchiglie spezzate e che un vento porti a largo tutti i dubbi che attanagliano la mia testa. Poi esco e torno lì, in bilico, nella terra di mezzo dei progetti.

Mi accendo una sigaretta e scruto. Prima la schiuma marina, poi il piccolo chioschetto in cima alla duna. Lì sopra ci sono i miei amici, quelli che sembrano ad un passo dalla tanto agognata sistemazione, quella che si realizza soltanto dopo due “Sì” in chiesa, un tetto da pagare nei prossimi 30 anni ed una piccola creatura che erediti il dna. Questo ci hanno insegnato. Che senza questi elementi siamo soltanto degli esseri umani incompiuti che attendono in riva al mare l’avvento dei dissennatori. Se invece volgo lo sguardo all’orizzonte vedo tanta gente come me che ancora non ha capito che cazzo fare della propria vita. E siamo lì, in attesa, sul bagnasciuga. Mentre ciclicamente costruiamo castelli di sabbia che vengono spazzati dal primo vento di scirocco che porta via ambizioni, obiettivi e progetti. La cosa peggiore è che in questa posizione non sappiamo come muoverci e veniamo assaliti da un numero consistente di domande. Guardo i castelli dei miei amici costruiti in cima alla duna: resistenti, imperturbabili e impermeabili. Mi chiedono di unirmi a loro, di edificare, creare.

Ma siamo sicuri che sia così facile? Siamo sicuri che sia quello di cui abbiamo bisogno? Io non voglio accanto una di quelle persone che nella bio di instagram scrivono “per aspera ad astra” o altre minchiate del genere e poi pubblicano foto mentre guardano l’orizzonte fingendo che sia tutto spontaneo e casuale. Non voglio accanto una persona che per andare al mare alle 18 si butti in faccia 400 grammi di trucco. Ma davvero volete che costruisca un castello con queste persone? Da qualche parte forse c’è la mia Principessa Peach ma per il momento sto soltanto colpendo pezzi di muro con la testa e i miei salti non portano da nessuna parte.

Me ne resto in riva al mare, con i piedi bagnati, circondato da persone che hanno il doppio della mia età e che guardando la mia solitudine, mi lanciano sguardi carichi di compassione e tristezza. Come se il bagnasciuga fosse il posto meno adatto in cui sostare alla mia età.

“La Guerra dei 30 Anni” è anche su Instagram

Ascolta la playlist su Spotify!

Lascia un commento

Tecnologia WordPress.com.

Su ↑