(estratto dal 3° capitolo del nostro libro “Sopravvivere ai 30 Anni“)
Ci sono persone con un carattere più delineato, ce ne sono altre da cui sai cosa aspettarti e poi ci sono quelle donne che sanno essere tutto. Silvia è quel tipo di donna che oggi ti manda a fare in culo e domani ti cucina per cena il tuo piatto preferito. Quel tipo di donna che beve tre litri di vino in una sera e poi piange alla trecentesima replica di “Titanic”. Quel tipo di donna che frequenta discoteche, party, rave e poi in macchina canta a squarciagola “T’appartengo” di Ambra. Quel tipo di donna che si mette in tiro con tubino e tacchi a spillo e la sera dopo indossa la t-shirt larghissima di chi ha dormito a casa sua. Quel tipo di donna che nelle relazioni ti lascia tutto lo spazio di cui hai bisogno ma poi se sgarri diventa di una gelosia quasi patologica.
Silvia è tutto questo, Silvia è tantissime donne nel corpo di una sola. E la maschera che è abituata ad indossare la raffigura come una stronza, cinica, disinnamorata della vita ma la mia migliore amica è così preziosa proprio per le sue debolezze. La sua forza di volontà smisurata, la sua testardaggine che le fa lanciare il cuore oltre l’ostacolo e quella capacità di commuoversi per le piccole cose. Asciugando subito dopo le lacrime per non farsi guardare. Come tante, troppe donne, anche Silvia ha paura di mostrarsi debole e di essere ferita ancora. Per questo è spesso sulla difensiva, attacca per paura di essere attaccata. Quando però vai oltre a questo atteggiamento di facciata, scopri un cuore grande quanto un grattacielo. Sicuramente il cuore più grande che abbia mai incontrato ed anche per questo, mi fa male vederlo soffrire. Antonio non è acqua passata, vive ancora nei suoi ricordi e le ferite di quella storia finita, bruciano ancora. Giulio prova a metterci delle bende sopra ma talvolta, quei tagli all’anima sono troppo profondi.
(Ascolta la puntata del podcast “La mia migliore amica“)
Guarire un malato d’amore è complicatissimo e almeno una volta nella vita ci abbiamo provato tutti, con l’illusione di riuscire a cambiare la persona che avevamo di fronte, con la speranza di vedere il nostro amore e la nostra dedizione ricambiati. Purtroppo è un processo molto più articolato. Nessuno guarisce da solo ma nessuno può guarirti se non sei pronto a farlo. Giulio e Silvia probabilmente si erano incontrati nel momento sbagliato e quello stava condizionando ancora la loro storia. Non potevo fare altro se non supportare la sua convinzione, nonostante fossi in disaccordo. Lei mi guarda e le si gonfiano gli occhi di lacrime. Si passa il palmo della mano sul naso e si alza improvvisamente. Passiamo il resto della serata sul suo divano a riguardare “The Office”, una delle nostre serie preferite. Vedere le risate di Silvia mi fa bene al cuore. Ride ma lo fa senza staccarsi dal mio abbraccio. È il nostro modo per starci vicino. Lei sa che ci sono, io so che non posso fare di meglio e non riapriamo più il discorso riguardo a vecchi e nuovi fidanzati.
Quando mi accompagna alla porta le do un bacio sulla fronte e la guardo negli occhi. È provata e quel mio sguardo sembra che la faccia sentire ancora più indifesa perciò cambia discorso. Mi regala un ultimo abbraccio e chiude la porta di casa alle mie spalle mentre mi dirigo verso le scale. Vorrei che Silvia riuscisse a trovare qualcuno capace di apprezzarla per il valore che possiede. È una persona speciale, di quelle che incontri raramente nella vita. Giulio la ama, ne sono convinto. A volte però siamo noi che non siamo pronti e non riusciamo a farci amare. Non del tutto almeno. Mi chiedo se adesso che è rimasta sola scoppierà in un pianto a dirotto. O magari resterà ancora sul divano fino alle quattro e poi si truccherà prima di andare a lavoro per nascondere i segni di una nottata pesante. Forse avrei dovuto trattenermi ancora. O forse è giusto che si scarichi stando da sola, libera di essere sé stessa al cento per cento.
Ascolta la playlist dedicata a Silvia per scoprire di più su di lei

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