Hai presente quelle mattine in cui ti svegli in hangover e non ricordi assolutamente cosa sia successo la sera precedente? Quelle mattine in cui apri la galleria del telefono per cercare indizi e ricostruire il film. Io stamattina l’ho fatto e ci ho trovato: un selfie di gruppo in una salumeria, un uomo in smoking che passa l’aspirapolvere, un selfie che farebbe impallidire i Backstreet Boys dei tempi migliori, due persone che si baciano mentre tagliano una torta con i fuochi d’artificio alle loro spalle. Non sono in hangover, è solo che ieri si è sposato il mio migliore amico. Ma andiamo per gradi e cerchiamo di riavvolgere il nastro.
Da quando ci siamo resi conto di essere in trincea per combattere questa guerra, ci siamo difesi nel miglior modo possibile. Le abbiamo prese, le abbiamo restituite, a volte ne siamo usciti vincitori e altre volte miseramente sconfitti. All’orizzonte però c’era LA battaglia delle battaglie, il mostro finale di questo videogame: il matrimonio.
Grazie ad una quindicennale amicizia mi sono aggiudicato il ruolo di testimone di nozze, riconoscimento assai gradito in virtù del forte legame che ci lega. Se non fosse che “Matrimonio in Puglia il 20 Agosto” sembra essere un film horror di Dario Argento. Ma va bene, per l’amicizia si fa questo ed altro. “Fare il testimone, e che sarà mai?”, starete pensando. Vi sbagliate. Forte di questa recentissima esperienza vi faccio un piccolo spoiler: la famosa busta è l’ultimo dei problemi. Vi elenco alcune cose da tenere a mente nel caso in cui vi troviate a dover essere i testimoni di nozze dei vostri amici:
- Procurati un polmone sostitutivo a causa delle sigarette che fumerai. Se invece non fumi, inizierai quel giorno
- Fai una cura di fosforo per tenere a mente tutte le cose che uno degli sposi ti chiederà di ricordare
- Ripassa la corretta esecuzione del segno della croce
- Prepara una camicia di ricambio
- Prepara una seconda camicia di ricambio
- Impara a memoria la discografia di Guè Pequeno per poter realizzare delle rime per i brindisi
- La tua ernia del disco peggiorerà notevolmente a causa dei numerosi lanci in aria fatti ai danni dello sposo
- Sappi che dovrai sacrificare quel briciolo di dignità che ti è rimasta all’interno della pista da ballo
- Procurati un calendario e prega tutti i santi degli ultimi 90 giorni nella speranza di non incontrare una pattuglia mentre starai tornando a casa dopo la cerimonia
- Chiedi perdono alle donne per tutte le volte che hai sottovalutato il loro dolore ai piedi causato dalle scarpe
Fare il testimone è semplice: è come la partita Italia-Repubblica Ceca ai mondiali di calcio del 2006. Il tuo amico che si sposa è Pippo Inzaghi che corre verso la porta per segnare il goal e tu devi essere Simone Barone che corre per 50 metri al suo fianco per fargli sapere che ci sei e che se ha bisogno di te, sei proprio lì. Non conta ricevere il passaggio, l’importante è che lui sappia che ci sei.
I matrimoni a 30 anni sono un mondo parallelo, una realtà metafisica in cui si incrociano milioni di storie diverse. Sono il concentrato di tutta questa nostra guerra e nella sala del ricevimento vedrai fluttuare per aria il bagaglio di esperienze degli invitati trentenni. C’è chi si è già sposato e chi invece sogna di farlo a breve; c’è chi è venuto col passeggino e chi invece senza nessuno accanto; c’è chi ha fatto richiesta per il mutuo e chi vive ancora con i propri genitori. Strade parallele ma con tratti di percorso comune. Ed uno di questi è il motivo che vi ha radunati in quella sala.
C’è un ulteriore consiglio che mi sento di darvi, soprattutto se sarete scelti dai vostri amici come testimoni di nozze: preparatevi a vivere un’emozione unica. Quell’emozione che si prova quando realizzi di essere parte del progetto di vita delle persone che ami di più. Quell’emozione che fa passare in secondo piano tutti i consigli elencati precedentemente perché ti basta guardare la felicità che riempie gli occhi degli sposi.
E’ una giornata speciale. A 30 anni è difficilissimo riuscire a riunire tutti gli affetti più stretti, perché ognuno di noi ha la propria vita, le proprie difficoltà e un sacco di problemi. Le reunion si compiono in due occasioni: quelle molto tristi, come i funerali, e quelle molto felici come i matrimoni. E’ tutto lì, negli antipodi della vita. Perciò vaffanculo, godiamoci ogni brivido sulla pelle, ogni lacrima versata, ogni risata incontrollata. Perché con certe persone, anche se passano gli anni, è come avere ancora vent’anni: senza problemi, senza preoccupazioni, con i Blink 182 a tutto volume e la voglia di vivere che trasuda da tutti i pori nella giornata più bella per i nostri amici. Alla nostra età abbiamo anche imparato a vivere e godere della felicità delle persone che amiamo e questo ci permette di vivere tutto con la pancia, senza razionalità. Per una volta, ho avuto la fortuna di essere cosciente di questo e sono riuscito a godermi appieno il momento, con un velo di malinconia. Quella delle cose migliori, che già rimpiangi nel momento stesso in cui le stai vivendo.
Dalle casse esce la musica con cui siamo cresciuti, ognuno a suo modo prova a dare il proprio contributo a questa giornata e continuiamo a ballare e bere come se avessimo ancora vent’anni. Adesso però i “grandi” siamo noi, a sposarci siamo noi, quei bambini sono figli nostri e non vogliamo sprecare queste occasioni per essere felici. What’s my age again?
“La Guerra dei 30 Anni” è anche su Instagram

Lascia un commento