Amare a modo mio

(foto di Serkan Göktay )

“Vorrei che tu mi amassi almeno la metà di quanto ti amo io!”.

Chissà quante volte abbiamo pronunciato questa frase. Sarà capitato a tutti durante una di quelle relazioni in cui ci siamo sentiti inermi di fronte alla persona che amavamo. Abbiamo chiesto di essere amati, che già di per sè è una cosa sbagliata, ed abbiamo paragonato i sentimenti, altro errore. Quando sei immerso in una relazione dai troppo peso ad alcune cose che dovresti lasciar perdere e te ne sfuggono altre che dovrebbero avere le tue attenzioni.

Chiedere, sperare di essere amati, è agli antipodi del significato stesso di amore. E quantificarlo non fa altro che sminuirlo. A 30 anni forse dovremmo aver capito che ci sono un sacco di amori diversi: l’amore per le persone, quello per la famiglia, quello per le cose che ci riempiono le giornate, quello per sè stessi. Quanti amori diversi siamo in grado di provare? Eppure cadiamo nel tranello di elemosinarlo. Una relazione è una galassia in cui si incontrano i pianeti di due persone, con amori e trascorsi annessi. Come è possibile trovare lo stesso tipo di amore? Credo che non si possa fare, semplicemente.

L’amore ha varie sfaccettature e ognuno ha il proprio modo di viverle. L’amore non si misura, nè con i gesti, nè con le parole, nè con le bilance. L’amore si dimostra ed ogni essere umano lo fa a modo suo. Non bisogna chiedersi quanto una persona ci ami, ma come lo fa. Abbiamo vissuto relazioni in cui amavamo alla follia il nostro partner e lui probabilmente pensava la stessa cosa, a modo suo. L’amore in due ha bisogno di due pesi e due misure perché non c’è una bilancia universale. Perché ognuno mette sul piatto quello che può, quello che vuole e le quantità che desidera, nel modo in cui riesce a farlo.

Una persona estroversa non potrà mai amare come una persona riservata. Cambiano i modi, ma non è detto che l’intensità sia diversa. Spesso commettiamo l’errore di giudicare il modo in cui veniamo amati e lo facciamo soltanto perché vogliamo che si faccia in un determinato modo, il nostro modo. E questa aspettativa non fa altro che logorare il rapporto perché è umanamente impossibile amare alla stessa maniera. Nè più, nè meno: semplicemente in modo diverso. Ed è allora che diventa necessario l’ascolto, l’adattamento, la capacità di venirsi incontro e capirsi. Perché se io ordino una bistecca e tu il sushi, non significa che uno abbia più fame dell’altro, ma semplicemente che abbiamo una fame diversa e di cose diverse. 

In fondo l’amore dovrebbe essere anche questo: ordinare due pietanze diverse e fare dei bocconi l’uno dal pasto dell’altra. Per saziarsi insieme; in maniera differente, ma insieme. 

“La Guerra dei 30 Anni” è anche su Instagram

Ascolta la playlist su Spotify!

Lascia un commento

Tecnologia WordPress.com.

Su ↑