Lo capisci e basta

Ho sempre cercato di sfruttare i miei amici per carpire le motivazioni dei loro successi a cospetto delle mie disfatte. E’ un sano spirito di osservazione che rientra nel tentativo di migliorare me stesso e quelle quattro scemenze da mental coach a cui mi appello da qualche tempo a questa parte. La mia ultima riflessione nasce da un dato di fatto: sono l’unico single del mio storico gruppo di amici.

Perché? Perché non riesco a legarmi stabilmente con una persona? Perché non costruisco invece di distruggere? Ed io ho provato a venire a capo a questa situazione perché vedo una ragazza che forse è importante, forse non lo so, forse no. Sono confuso per mancanza di abitudine alle relazioni. I miei amici però sono stati tutto tranne che utili perché mi hanno servito la stessa e identica risposta: lo capisci e basta. Che diavolo significa “lo capisci e basta”? Ed è qui che la mia indagine si infittisce e prende le sembianze di un episodio del Detective Conan dato che sono storicamente allergico alla comprensione di queste dinamiche. Cosa dovrei capire? Cosa? A me le cose dovete sbatterle in faccia, altrimenti non le capisco! E invece, tutti con lo stesso ritornello: “LO CAPISCI E BASTA”.

Ed allora ho cominciato a guardare con la lente d’ingrandimento tutto quello che succedeva nel mio rapporto, dando un peso forse anche eccessivo alle cose ma in fondo, io volevo capire e basta. Qualche sera fa siamo andati a cena fuori ed ho iniziato a fare caso a quanto tempo passa lei con lo smartphone in mano. Questo segue la mia teoria del: se lei usa tanto il telefono, si sta annoiando. Io non sento questa necessità quando sono con lei e pare che la cosa sia ricambiata. Ok, l’ho capito. Avanti con il prossimo indizio.

La noia. La noia è sempre stata la spada di Damocle delle mie relazioni, sia quelle serie che quelle senza senso. La mia ultima storia, due anni fa, è finita proprio per noia, perché non sopportavo più la routine di un rapporto che ormai era un malato terminale che aveva solo bisogno che qualche uomo coraggioso staccasse la spina. E invece l’uomo non era coraggioso ma la donna sì e per fortuna mi lasciò. Amici come prima in una agghiacciante indifferenza che mi fece capire ciò che in un anno di convivenza non avevo capito. La noia ha avuto la meglio anche con l’ultima ragazza che ho frequentato perché mi annoiava whatsapp, mi annoiavano le sue amiche, mi annoiavano i 18km da percorrere per prenderla e portarla fuori. Si sa, sono quelle relazioni fantasma che nascondono un senso di solitudine che nessuno dei due vuole ammettere, siamo utili l’uno all’altra per sentirci meno soli. Però ci annoiamo e alla lunga noia batte solitudine 2-0, triplice fischio. Adesso è diverso. La noia vive a diversi isolati da casa mia e pare che abbia cambiato giro di amici e locali frequentati. La noia se ne sta lontana e non mi ha sfiorato neanche per un attimo e questo è il secondo indizio che ho colto.

Due indizi sono una coincidenza ed allora ne ho ricercato spasmodicamente un terzo. E l’ho trovato stamattina. Alle 7.15 suona la mia canonica sveglia e lei mi tira un ceffone per svegliarmi, così che io possa spegnere lo stridente suono e far dormire lei in santa pace. Lo faccio e mi giro a guardarla. Eureka, l’ho trovato. È lui il terzo indizio. In 33 anni di vita e relazioni ho sempre accelerato le operazioni mattutine per svignarmela il prima possibile o, quando ero io ad ospitare, ho sempre fatto in modo che fosse lei a squagliarsela, a volte mettendola alle strette in malo modo. Stavolta no, stavolta sarei rimasto a guardarla per ore intere ma purtroppo la paura del licenziamento l’ha fatta da padrona. Mentre mi vestivo la guardavo e ripensavo alle parole dei miei amici e si, hanno ragione. Certe cose non puoi spiegarle e soprattutto non puoi cercarle perché più lo fai e più ti sfuggono. Certe cose capitano per caso e nessuno può farci niente. Non puoi scegliere i tempi, i modi, le persone. Siamo tutti attori passivi di una vita che ci assale come un’onda quando hai gli occhi chiusi e stai riposando sul bagnasciuga. Ed io stamattina sono stato travolto da un’onda che mi ha aperto gli occhi facendomi vedere qualcosa che avevo già davanti al naso da tempo.

Le relazioni sentimentali sono un gran casino e spesso tendiamo a complicarci la vita inutilmente dando un peso spropositato alle cazzate e riducendo quello delle cose importanti. La verità è che l’anima gemella non esiste, la metà della mela avrà sempre qualche spigolo che si interseca male con il nostro fegato e noi non siamo nati principi azzurri e principesse. Ma al tempo stesso ci sono cose che capitano e in quanto tali andrebbero vissute al meglio, cogliendo l’attimo, lasciandoci guidare da ciò che di bello questa vita infame ha da offrirci.

Non puoi cercare indizi per capire se hai accanto la persona giusta. Perchè lo capisci e basta.

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