Sono le 02.34 e non riesco a dormire. Sono steso a pancia in su, la primavera è in lockdown ed il piumone mi ripara dagli spifferi di aria fredda. Le lenzuola sanno di pulito, le calze abbracciano i miei piedi incutendo tranquillità e il silenzio è l’unica cosa che si possa ascoltare.
Prendo il telefono, il display segnala l’orario e due like messi da persone che non conosco all’ultimo post pubblicato. Niente nuove dal fronte whatsapp. Così, mentre qualche sconosciuto mostrava interesse per una mia caption, qualcun altro ignorava un mio messaggio scritto in privato. Ci sono messaggi che richiedono un’attenta analisi di ogni parola, ogni sillaba va’ calibrata alla perfezione. Sono sempre stato bravo a tarare il bilancino linguistico. Eppure, in 30 anni, mi è successo spesso che le mie parole volassero via.
Verba volant, scripta manent, messaggio ignoratum (scusa prof).
E’ una lunga storia, un film già visto. Come “Una poltrona per due”: va’ in onda ogni anno e sei costretto a rivederlo tutte le volte. Il problema è che abbiamo perso il beneficio del dubbio. Da ragazzino, quando inviavi un messaggio da un cellulare diverso dal tuo perché avevi già esaurito gli sms della tua Summer Card, aspettavi trepidante una risposta come Baggio quando aspettava la chiamata della Nazionale per il mondiale del 2002. Sapete come andò a finire, vero?
Baggio a casa, io nel letto, delusione per entrambi. Perché è un film già visto, sono cambiate solo le modalità. Siamo passati dal “Risp sul mio” alle spunte blu. Dalla padella alla brace: dal “forse non lo ha ricevuto” al “mi sta palesemente ignorando”. Le relazioni si misurano così? Like, follow, sms, 160 caratteri, storie visualizzate, papiri ignorati, silenzi. E’ una prospettiva da vecchi perché il mondo cambia e di conseguenza lo fanno anche le relazioni ed il modo di coltivarle. L’unica costante è l’assenza di risposte.
C’è chi dice che al termine di una relazione bisognerebbe bloccare il proprio ex e le motivazioni possono essere molteplici: vederlo ti fa male, non vuoi dargli soddisfazione, devi dimenticarlo, non merita le tue attenzioni, devi voltare pagina, non dovete farvi l’una i cazzi dell’altro ecc ecc. Tutta teoria ma la teoria non c’entra niente con i sentimenti. Il peggio di noi però viene fuori quando facciamo gli ibridi: guardiamo, apprezziamo, ci informiamo, cerchiamo e nessuno fa un passo. La montagna resta dov’è, Maometto non cammina. Passarono le ore, i giorni, le settimane, i mesi. Ma le mie reminiscenze filosofiche suggeriscono “panta rei”, tutto scorre e dentro di te scorre la stupidità perciò ti decidi e scrivi. Ti impegni, cerchi di trasmettere i tuoi pensieri, le tue sensazioni. Metti la maschera della diplomazia ma la realtà è che vorresti scrivere in capslock “IGNORARSI NON SERVE A NIENTE”. Invece no, componi poemi che Dante può solo venire a rimboccarti le coperte. Ma poi il nulla cosmico. Nessuna risposta, ancora una volta.
Ripenso all’acne, alle maglie “Monella Vagabonda”, al Liberty che non ho mai avuto, ai sabato sera in discoteca, ai Blink 182 che corrono nudi, alle infinite partite a Snake. L’adolescenza ha quel retrogusto amaro, fatto di solchi che ho iniziato a scavare e adesso sono diventate voragini. Si pensa alle delusioni più che al divertimento di quegli anni, influenzati dalla negatività del presente che agisce come un tarlo. Serve la leggerezza che abbiamo smarrito, quella sensazione di vuoto che provavi lanciandoti verso l’ignoto. Che a quell’età era un messaggio inviato da un telefono che non era il tuo. Adesso invece ci lanciamo continuamente perché è meno impegnativo e se rimedi una figura di merda, amen, togli il follow e si ricomincia.
In fondo però lo sai bene che non è così. Sai bene che il “chiodo schiaccia chiodo” è una grande cazzata scritta da chi ha provato ad alleggerirsi la coscienza con scarsi risultati. E sai il chiodo con cui cerchi di schiacciare il passato servirà solo a farti capire cosa hai perso e ti metterà di fronte alla solitudine che ti assale quando ti specchi nel display che non si illumina.
Sono le 02.41, attendo il sonno ed una risposta a quel messaggio.
Il primo arriva, la seconda la aspetterò invano, ancora una volta.
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