( tratto dalle battaglie di Noemi Castagnanova )
Ho ufficialmente aperto un profilo Tinder.
Si, l’ho fatto davvero contro ogni pronostico, contro ogni aspettativa. “Beh cosa c’è di così speciale?” penserete voi. In realtà avete incredibilmente ragione, non è nulla di speciale. È quello che accade quando hai 30 anni e ti ritrovi ad essere single durante una pandemia mondiale. Ogni giorno scrollo facce di uomini mentre mi chiedo quale sia stato il preciso momento in cui mi sono autoconvinta di essere così speciale da meritare di meglio di “Marco_85”. Gli uomini su Tinder hanno quel non so che di stantio, postano foto in costume da bagno o di paesaggi mistici, ma la cosa che preferisco fare è leggere le Biografie che scrivono.
“Mi piace il mare, la musica, i falò, leggere un buon libro mentre sorseggio un bicchiere di vino, mi piace viaggiare e scoprire posti nuovi. Adoro le donne intelligenti.. Il resto scoprilo da te 😏”
Tu ci pensi un attimo, sei indecisa, ma poi ti butti perché in fondo chissenefrega c’è la pandemia e sei chiusa in casa… Ma poi il primo messaggio cita più o meno: “Cosa ci fa una bella ragazza come te qui?!“.
Capite?! È difficile. Siamo chiusi in casa da un anno, siamo tristi amareggiati e sconsolati, ma di peggio c’è che ci siamo abituati. Quando hai 30 anni e sei single la vita è un’altalena di emozioni. Ci sono giorni in cui ti senti privilegiato perché non devi smussare nessun angolo del tuo carattere, perché sei libera di scegliere cosa fare, perché la domenica non devi andare a pranzo da tua suocera.
Ma ci sono sere in cui non puoi uscire a svagarti ed in fondo anche se così non fosse non ti andrebbe di farlo comunque. Vorresti guardare un film, ma non vuoi scegliere, hai fame ma non hai voglia di cucinare e ti comincia a mancare anche Alessio, il tuo compagno di classe della terza elementare che ti lasciò con un bigliettino per fidanzarsi con Margherita, quella bella con i capelli biondi.
Quando hai 30 anni, sei single durante una pandemia mondiale ed in più vivi da sola allora si che smadonni! Hai passato l’adolescenza ad immaginare come sarebbe stato fico vivere da sola perché finalmente potevi scopare in un letto tutto tuo, ed invece no. Non scopi un cazzo perché sei diventata pure ipocodriaca! Magari uno decente lo becchi pure, ma chi se lo accolla il rischio di prendere il covid per una scopata?
Allora passi il tempo a fare i conti con te stessa, e mentre guardi online l’ennesimo sito che vende vibratori (“my secret case” amiche che mi leggete) ti chiedi perché anni fa presa da un attacco di istintiva indipendenza hai lasciato quel bravo ragazzo, che tanto ti amava. La verità è che non mi manca davvero nessuno, nessuno dei miei ex. La verità è che io una relazione nemmeno la voglio davvero. È quello che ormai chiamo “l’effetto pandemia“.
Ti fa desiderare ciò che non puoi avere : un fidanzato, un’ uscita con le amiche, una serata in discoteca, un drink dopo le 22. Niente di tutto questo è reale davvero. Io in discoteca col cazzo che ci torno.

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