Hai presente quando inizi a frequentare una persona sulla quale nutri qualche dubbio ma comunque decidi di lanciarti? All’inizio è tutto bello, intenso, sprizzi energia da tutti i pori, hai l’entusiasmo di un adolescente e vivi le giornate spremendo la polpa fino all’ultima goccia di vita. Poi però le cose iniziano a incrinarsi, le discussioni aumentano, non senti più quell’istinto dominante che muoveva ogni tua azione, la voglia di fare diminuisce sempre di più fino a spegnersi definitivamente.
Ecco, le ferie sono la stessa e identica cosa.
Tutti noi ad inizio agosto pensavamo che sarebbe stata l’estate della nostra vita, un’avvicendarsi di giornate colme di gioia, divertimento, relax e vitalità. La quarantena ha influito sulle nostre aspettative perchè tutto ad un tratto ci siamo riscoperti amanti del Belpaese, animali insaziabili da comitiva, bagnanti di prima scelta ed escursionisti convinti. Adesso che siamo arrivati alla fine di quelle fatidiche tre settimane, ci siamo resi conto che “Ce la faremo” era una cazzata immonda. Quelli più intraprendenti hanno deciso di sbeffeggiare la sorte e partire per la Grecia e Malta e così, le nostre home dei social si sono riempite di stempiati in riva al mare ellenico manco fosse il loro viaggio di maturità. Mykonos… e dai ragà, che c’avete una certa età. Ma vabbè. Tanti sorrisi, tante bottiglie stappate e tanta positività. Al covid, si intende.
L’estate 2020 passerà alla storia per essere stata quella con il più alto tasso di nemici immaginari. Siamo diventati più frustrati di prima e, ovviamente tramite social, ci lamentiamo di tutto e tutti, cercando di affermare ragioni e teorie che, in verità, nessuno ci aveva minimamente chiesto.
Passiamo oltre. I grandi classici come le isole non tramontano mai. Sicilia se sei un poveraccio, Sardegna se dentro di te alberga un Gianluca Vacchi che non ce l’ha fatta. Dalla prossima settimana però ricominciamo con i tormentoni della mafia e dei pecorari. Però tutto a posto, a meno che non siate stati in Costa Smeralda.
Ma veniamo alle due categorie che hanno sofferto maggiormente. La prima, che vince il premio di “Pena estiva 2020” è quella con quei poveri disgraziati che sono stati costretti a sucarsi l’itinerario di tutta la Valle d’Itria. E così mentre lei ti chiede di scattarle la foto accanto ai trulli di Alberobello, tu stai fantasticando un porno con bombette, costate e animali di ogni genere che vorresti addentare quasi quanto l’iPhone della tua consorte. Rassegniamoci, le donne per via di quelle cose che hanno tra le gambe e sotto il collo, ci potrebbero persino obbligare a correre sul lungomare vestiti da galline, quindi questi trulli e le scalinate infinite, tutto sommato, non sono poi così male.
L’altra categoria che ha sofferto più di tutte è quella in cui ci siamo noi: i poveri sfigati rimasti a casa e troppo pigri persino per andare a mare. Facciamo schifo, è questa la semplice verità. Ogni anno stiliamo programmi densi di impegni, come se non ci conoscessimo ancora abbastanza. Lo sappiamo che queste tre settimane passeranno tra dormite da coma, lamentele, rantoli, dolori fisici di ogni genere e lamentele. Ah si, perchè su quelle siamo imbattibili. Ci lamentiamo di non essere partiti ma poi rifiutiamo persino una gita fuori porta con gli amici. Ci lamentiamo per il caldo e i 40 gradi ma poi non alziamo le chiappe dal divano per fare 10 minuti di strada e andare al mare. Ci lamentiamo perché non troviamo l’amore, ma ce ne stiamo chiusi in casa a limonare con il ventilatore.
Facciamo schifo ragazzi, facciamo completamente schifo. Non perdiamo mai l’occasione per peggiorare la nostra situazione.
Viviamo 11 mesi pensando ad agosto e quando arriva, ci giriamo dall’altra parte. E’ come desiderare ardentemente un piatto di pasta e poi andare al ristorante per ordinare l’insalata. E così il sudore si trasforma in lacrime, le lacrime annaffiano la coscienza e noi siamo tornati al nastro di partenza. Un altro anno se ne va’ e noi abbiamo sprecato l’ennesima occasione per goderci la vita.
Non cambiamo mai, cambiano soltanto i motivi per i quali ci lamentiamo. Oggi è il caldo, da domani saranno le 8 ore di lavoro al giorno in ufficio.
Buona fine delle ferie e buon inizio del calvario.
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