Quando si arriva intorno ai 30 anni gli uomini e le donne conservano alcune caratteristiche che li contraddistinguono fin da adolescenti. Le donne continuano ad arrivare in ritardo, gli uomini continuano a non crescere; le donne sono più intelligenti e pragmatiche, gli uomini si perdono in un bicchiere d’acqua. Le donne raccontano ogni dettaglio della propria relazione alla migliore amica, gli uomini continuano a fare i cazzoni tra loro come se avessero 15 anni. Tranne in un’occasione, quella che sancisce ufficialmente e inequivocabilmente che le lancette dell’orologio stanno correndo velocissime. Se in una conversazione tra due uomini regna la serietà assoluta, a 30 anni, ci può essere solo un motivo: la tua ex si sposa.
Non apparteniamo alla categoria dei maschi alpha; noi siamo quelli che non ti fermi a guardare per strada; siamo quelli che ti conquistano soltanto se gli dai l’opportunità di uscire insieme e quindi andare oltre l’aspetto fisico. Siamo quelli che non potranno mai rubarti il cuore con lo sguardo alla Scamarcio e questo lo abbiamo imparato subito e ci siamo adeguati di conseguenza. Essere maschi diesel, quelli che carburano dopo un po’ e che riescono nel loro obiettivo soltanto sulla distanza e mai sullo sprint, ha fatto in modo che ci abituassimo alle delusioni, ai rifiuti, a perdere le donne, a ricevere porte in faccia. In fondo è quello che viviamo da 30 anni a questa parte, soprattutto nell’ambito sentimentale. Eppure, dopo tante botte tra i denti, non siamo ancora pronti per questo. Lo sapevamo, fin dal giorno in cui ci siamo lasciati con QUELLA donna ma ciononostante, anche a distanza di anni, non siamo ancora pronti.
Il matrimonio della tua ex è una cosa seria, una specie di lutto, e in quanto tale la notizia deve dartela il tuo migliore amico. Tu sei quella vedova che sente bussare alla porta, apri e c’è il generale dell’esercito con la faccia affranta e sinceramente dispiaciuta che si fa carico di questa responsabilità. Spetta a lui comunicarti questa dipartita. E nessuna donna al mondo, pur sapendo il rischio che corre il proprio coniuge al fronte, è pronta ad accettare e capacitarsi di una notizia del genere.
Questo argomento era stato tirato in ballo varie volte perchè è successo a molti amici e questo, in un certo senso, mi aveva fatto entrare nell’ottica che prima o poi sarebbe successo anche a me. Ho visto reazioni molto contrastanti: c’è chi augurava un divorzio lampo, chi una vita piena di sciagure, qualcuno appariva indifferente, qualcun altro, come me, ha rimandato la sua reazione al momento in cui sarebbe successa questa catastrofe. Non siamo pronti, non si può mai essere pronti a ricevere una notizia del genere. Non appartengo a quella categoria che auspica il male alle proprie ex, né a quella degli uomini che continuano compulsivamente a guardare tramite i social gli sviluppi delle vite delle donne con cui sono stati.
Ci sono partner passate a cui mi sento più legato e alle quali, di conseguenza, auguro tutto il meglio che questa vita possa dare. Ma attenzione, io non sono Padre Pio e non ci dimentichiamo che sono comunque una persona di merda. Quindi le turbe ce le ho anche io e non sono poche. Le ex si prestano benissimo alle metafore calcistiche; ti ricordi quella di Roberto Baggio e del rigore sbagliato? Bene, sto parlando di QUELLA ex, quella che in fondo non hai mai superato al 100% perchè non prendiamoci in giro: puoi anche sposarti ma certe storie non le cancelli mai in maniera definitiva. E generalmente sono quelle storie chiuse senza litigi, senza minacce di morte e con l’amaro in gola. E allora oggi, dopo aver ricevuto la notizia che la mia ex si sposa, mi sono trovato di fronte alla mia reazione, quella che non ero stato in grado di prevedere e quindi, il mantra: non siamo pronti per questo.
La mia reazione è stata quella di rivivere mentalmente le tappe salienti del nostro rapporto e concludere con un secco “al posto dello sposo dovrei esserci io”. Credo che un ruolo cruciale in questa considerazione lo rivesta il fatto che sono stato (credo) l’ultimo uomo che ha avuto prima di incontrare il suo futuro sposo. Cioè dai, un po’ di pazienza in più e a quest’ora saremmo sul divano a mangiare gelato e prenotare la crociera. E invece no, sul divano c’è un’altra persona e io continuo a ripensare a ciò che non ha funzionato nella nostra storia.
Ci è mancato il fegato di provare a spingerci oltre? Ti sei accontentata di un rapporto stabile ed ordinario ma senza batticuore? Non hai visto in me un porto stabile in cui attraccare la nave delle tue speranze future? E’ un discorso senza senso perchè dovremmo parlarne insieme e invece non siamo insieme e non siamo nemmeno nella stessa città. Dalle esperienze degli altri soldati ho imparato che mi è persino andata bene perchè ad alcuni di loro è toccata la sorte peggiore: essere invitati al matrimonio. Ed io, il Quentin Tarantino dei poveri, ho fatto il film anche su questo. Come avrei reagito alla cerimonia, a vederti lì sull’altare, bella come non mai, con un uomo diverso da me al tuo fianco? Sarei arrivato ubriaco e avrei dato fuoco alla chiesa? Avrei brindato col prete e spaccato una sedia in testa allo sposo? Avrei dichiarato il mio amore dopo aver ascoltato la frase “Chi ha qualcosa da dire parli ora o taccia per sempre”?
No, credo che non farei niente di tutto ciò e fortunatamente non sarò invitato ed eviterò possibili colpi di testa. E chissà, magari non mi hai incluso nella lista degli invitati perchè ti farebbe male vedermi lì. Non è che per caso hai paura di cambiare idea? No dai, non l’hai cambiata in passato, figuriamoci se lo faresti nel giorno in cui prometti amore eterno ad un altro uomo. L’ennesimo quesito che mi lascia interdetto è quello che riguarda un possibile incontro tra di noi tra una decina d’anni. Come saremo e come saranno le nostre vite? Avremo comunque il respiro affannato, rotto come quando non avevamo il coraggio di amarci fino in fondo? Stringerai la mano ad un bambino bellissimo come te? E come mi presenterai a tuo marito? Sarò semplicemente “un amico”, vero? O magari finirà nel modo peggiore: ci guarderemo per un attimo negli occhi e i rimorsi nello stomaco ci faranno subito distogliere lo sguardo, prima che qualcuno se ne accorga. Sarà il nostro piccolo segreto, il nostro boccone che non è mai andato giù, nascosto dietro all’idea di ignorarsi perchè pensiamo che faccia meno male.
Non siamo pronti per questo ed io non sono pronto ad augurarti la totale felicità con una persona che non sia io. Forse è per questo che non siamo pronti, perché ci siamo ridotti ad avere un pugno di mosche in mano e il cuore ancora spezzato. O forse è semplicemente perchè, pur avendo superato la nostra storia, sotto sotto ci speravo ancora. Ma invece no, ti sposi e non lo farai con me. Ed io resterò con l’idea che al tuo matrimonio, a baciare la sposa dovrei essere io.
Dove andrete in viaggio di nozze? Aspetto la cartolina. E se dovessi cambiare idea, il mio numero è sempre lo stesso.
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