Qualche sera fa, durante una maratona su YouTube, mi sono imbattuto in un video del TedX in cui si parlava di come essere felici ogni giorno della propria vita. Il web è pieno di queste teorie e quando le leggo, mi sento abbastanza un deficiente, ma continuo a farlo lo stesso. La teoria è una cosa, la pratica è un’altra. Tutti noi ci troviamo a fare i conti con situazioni che avremmo evitato, responsabilità da assumerci controvoglia, panni da vestire forzatamente.
E’ soltanto il mondo reale contro il mondo della fantasia. Vorremmo tutti il lavoro dei nostri sogni con un super conto in banca, la donna dei nostri sogni, le vacanze in Grecia e nessun problema a cui pensare. Ma poi c’è la vita reale e sono cazzi. A 30 anni però la differenza la fa il modo in cui reagiamo alla vita che abbiamo. Se da ragazzino sognavi di diventare una rock star ma non ci sei riuscito, non significa che tu non possa più suonare la chitarra. Se non sei fidanzato con Diletta Leotta, non significa che tu non possa trovare una persona da amare con cui condividere un rapporto sano. Accontentarsi fa schifo e lo farà per sempre ma fare i conti con la realtà è uno stratagemma per vivere meglio.
E fare i conti con la realtà significa anche rischiare; siamo nella fase della vita in cui certe cose sono ancora ibride. Abbiamo preso abbastanza calci nei denti per non credere nei sogni che avevamo a 15 anni; ma non siamo ancora così vecchi da dover cedere alla rassegnazione di una vita che non vogliamo. La differenza sta tutta nella capacità e nella voglia che abbiamo di metterci in gioco. Dobbiamo imparare a rischiare.
Probabilmente è troppo tardi per fare gli astronauti ma siamo ancora in tempo per ricominciare da zero. Non possiamo più permetterci la spensieratezza dei 20 anni, ma possiamo ancora fare tante cose per la prima volta. Ridimensionare sogni, aspettative e progetti può aiutare a vivere meglio. Perché è vero che i sogni sono il motore della vita ma i sogni si fanno mentre dormi e invece la vita va vissuta con gli occhi aperti.
Abbiamo superato la fase del “puoi diventare quello che vuoi” ed ora siamo in quella del “diventa il meglio che puoi”; perchè le tue ambizioni devono per forza misurarsi con le difficoltà della vita quotidiana.
Non siamo più abituati a metterci in gioco: vuoi per la comodità di alcune situazioni ristagnanti, vuoi perché comporta il rischio della sconfitta e della perdita, vuoi perché siamo dei fottuti codardi. Ed ogni volta che decidiamo di non rischiare, ci perdiamo le cose migliori e ci siamo abituati ad incolpare gli altri. La causa principale delle nostre sconfitte siamo noi stessi e molto spesso, la ragione è che decidiamo di non combattere le nostre piccole battaglie. Dobbiamo rischiare, perché presto non potremo più permettercelo.
Bisogna credere nei sogni, con moderazione, perché siamo ancora in tempo. Forse.
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